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Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese

Non è casuale che alla fine del Novecento nacque l’idea di costituire un’Associazione per la costituzione del Museo delle Industrie e del Lavoro del Saronnese. Di fronte alla deindustrializzazione della città e al rischio che  – oltre alla chiusura delle aziende – sfumasse la  memoria storica di ciò che era stato il lavoro e la vicenda industriale del territorio, un gruppo di lavoratori, dirigenti e alcuni industriali fecero nascere l’Associazione del Museo del Lavoro e delle Industrie del Saronnese (Associazione MILS).

L’atto costituto fu redatto dal Notaio Chiambretti di Saronno e firmato il 2 Luglio 1996.

L’Associazione MILS non ha scopo di lucro e persegue «finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale» in via generale. Nello specifico, l’Associazione MILS si ripromette la conservazione, la valorizzazione del patrimonio storico industriale del territorio del Saronnese e la diffusione della cultura tecnico-scientifica con un’attenzione anche alle attuali presenze produttive particolarmente innovative e qualificanti.

La storia

L’antefatto del Museo del Lavoro e delle Industrie del Saronnese è da ricondursi alla mostra temporanea tenutasi nel 1996 nei locali delle ACLI di Saronno. Furono presentati per la circostanza una serie di manufatti raccolti e restaurati da associazioni di ex dipendenti delle aziende saronnesi che possiamo ritenere il primo nucleo delle future collezioni. In seguito un nucleo di volontari si fece interprete con alacre laboriosità del progetto raccogliendo attorno all’idea iniziale altri soci volontari.

In uno storico capannone con il caratteristico tetto a «shed» messo a disposizione dalle Ferrovie Nord Milano, il 25 Ottobre 1998 furono inaugurate le prime sezioni del museo con i reperti ricevuti in dono o conferiti in comodato d’uso. Grazie all’attribuzione di ulteriori spazi, inaugurati nel dicembre 2003, la superficie espositiva complessiva raggiunse i 2000 mq di cui 600 coperti.

Nel giugno 2005 il Museo si ingrandì ulteriormente di nuovi ambienti: una superficie di 2200 mq di cui 800 coperti. Nel frattempo l’esposizione del patrimonio di alcune storiche aziende si arricchiva di nuovi e significativi macchinari.

Un ulteriore miglioramento fu compiuto nel corso del 2007 con la ristrutturazione della sala conferenze (Sala Baldo) che fu dotata di apparecchiature multimediali e di una nuova illuminazione per meglio accogliere mostre di quadri e di fotografie.

Dall’intensa attività di ricerca sono nate periodiche pubblicazioni volte a valorizzare la storia industriale e del lavoro delle aziende che presso il MILS sono ricordate; non si è trascurato di ricostruire le specificità dei loro prodotti. L’idea di fondo è quella che l’impresa non possa essere ridotta a fatto strettamente economico e che insieme ai suoi prodotti e al lavoro dei suoi addetti sia parte integrante della storia sociale, civile e culturale della comunità.

Le testimonianze e le ricerche raccolte intorno alla vicenda economica e produttiva del comprensorio Saronnese hanno messo in evidenza come negli ultimi 150 anni si siano sviluppati alcuni tra i più significativi episodi della vicenda produttiva lombarda. Cosicché la conoscenza della storia industriale e del lavoro è diventata una vocazione del Museo e contribuire alla diffusione della memoria industriale del territorio.

Il Museo è riconosciuto come Raccolta museale, ai sensi della deliberazione della Giunta regionale del 5 novembre 2004 n. 7/19262 pubblicata sul BURL n. 48 – 23 novembre 2004 1° supplemento straordinario.

Con decreto della Regione Lombardia n. 3740 del 16/3/2018 il MILS è stato riconosciuto come “soggetto che svolge attività di rilevanza regionale” nel settore della promozione educativa culturale.

Orari di apertura:

Martedì: 15.00-17.00
Giovedì: 14.30-16.30
Sabato: 15.00-18.00
Domenica: 9.00-12.00 / 14.30-18.30

Chiusura:

Lunedì, Mercoledì, Venerdì
Festività natalizie, pasquali e nel mese di Agosto.

Tempo medio di percorrenza:

1-2 ore

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Nello stesso edificio del museo si trovato una biblioteca e un caffè.


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